Champagne - 2
Grappolo di Chardonnay nelle campagne dello Champagne
Migliaia sono le etichette dello Champagne e per chi voglia conoscerne anche solo le principali, ci vorrebbe davvero tantissimo tempo. Quello che accomuna tutti però, è il modo di produzione, un lungo processo raffinato e complesso che dona vini di grande pregio. Prima di tutto la vendemmia, rigorosamente fatta a mano e con uno standard di produzione del mosto fisso per ogni produttore: da 4 quintali di uva se ne possono ottenere solamente 2550 litri, ovviamente per mantenere alti gli standard del prodotto finito. Quindi in cantina i vini effettuano la prima fermentazione alcolica e successivamente quella malolattica, procedimento che però non tutti effettuano. A questo punto abbiamo vini fermi, senza bollicine, sia rossi che bianchi, ottenuti indifferentemente da uve a bacca bianca o rossa. Qui interviene il maestro di cantina, un enologo dal naso e dal palato particolarmente fine e raffinato che assaggia tutti i differenti prodotti, derivati da ogni singola spremitura e da centinaia di differenti particelle di territorio, magari da differenti produttori di uva. E' lui che, durante centinaia di assaggi durante tutto il periodo invernale, deciderà come mescolare i vari vini e quindi creare dei blend che garantiscano la qualità del prodotto e la sua somiglianza al prodotto standard dell'azienda. Si perché è proprio questa la singolarità dello Champagne, quella di mettere ogni anno sul mercato un prodotto uguale all'anno precedente, sempre identico a se stesso. Dove gli altri vini del mondo fanno della loro mutevolezza il punto di forza, le bollicine francesi vogliono ripetersi sempre uguali nel tempo. Per fare questo si possono mescolare le varie miscele che si ottengono anche con i vini delle annate passate, ottenendo delle Cuveè di gran pregio e famose nel mondo, oppure creare dei millesimati, cioè vini ottenuti da una sola annata, particolarmente buona. Ma come si ottiene la spumantizzazione dei vini? Abbiamo visto che il mosto fermenta due volte, poi viene aggiunto di nuovi lieviti e zucchero, quindi messo a riposare in bottiglia per alcuni mesi o anni con un tappo a corona. In questo periodo il vino inizia una nuova fermentazione, mantenendo all'interno della bottiglia il gas sviluppato. Secondo tempi prestabiliti i lieviti vengono raccolti lentamente nel collo della bottiglia inclinando e girando la stessa ogni giorno un po' alla volta, operazione chiamata remuage che una volta svolgeva con fatica l'uomo e oggi è compito di complessi macchinari. Le fecce e l'aria vengono quindi espulsi all'apertura della bottiglia e il vino viene reintegrato con una piccola dose di zucchero di canna, liquore e altri ingredienti più o meno segreti e la bottiglia è pronta per il commercio, minimo 3 anni dopo quello della vendemmia. Quando la bottiglia è messa in commercio ha ancora alcuni anni di vita, se ben conservata.
0 commenti:
Posta un commento