8.19.2008

La passerina

Immagino già i tanti possibili commenti al titolo di questo post, ma quello di cui voglio parlare oggi è semplicemente uno dei vini più diffusi del Piceno: la Passerina.

Lo stesso nome per il vitigno e per il vino, come accade per il Pecorino, si tratta di un bianco riscoperto solo di recente e portato alla ribalta sia dai numerosissimi ristoranti di pesce dell'Adriatico, sia dal buon lavoro e dalla buona promozione dei viticoltori.
La passerina è un vitigno dal grappolo spargolo, chicchi piccoli, acidità elevata. In vinificazione si trova più spesso nelle versioni passita o spumante che in quella ferma poiché le caratteristiche organolettiche non permettono vini di grandissimo spessore se non con grande lavoro in vigna. Una cantina fra quelle che conosciamo noi del Nascondiglio produce una "passerina" ferma degna di nota: la cantina si chiama "Cameli Irene" e risiede a Castorano, a pochi chilometri da noi. 
Il prodotto (da agricoltura biologica) è sicuramente degno di nota e piacevole al palato. Corpo discreto, odore floreale intenso con sviluppi interessanti. In bocca mediamente intenso e persistente, ideale nelle giornate calde d'estate magari accompagnando un'insalata, una caprese o un piatto di formaggi freschi o del parmigiano (di cui teme però l'eccessiva sapidità).
Per un brindisi con la Passerina spumante, vi consigliamo quella di Cocci Grifoni, produttore sempre del comune di Offida, uno dei primi ad essersi accorto del potenziale dei vitigni a bacca bianca del Piceno ed averli conservati e rivalutati. 
Quindi buon brindisi "in bianco" con i vini piceni e buona estate!

1 commenti:

Anonimo

che combinazione, Raf, giusto l'altro ieri sera ho bevuto una passerina ferma dell'azienda "San Giovanni" e non era niente male.

'ngilidda

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